CCL 2022-2025 approvato

I falegnami approvano un contratto collettivo di lavoro orientato al futuro.
Durante l’estate 2020, dopo circa tre anni di trattative, le parti sociali cioè  l'Associazione svizzera fabbricanti mobili e serramenti (ASFMS), Unia e OCST hanno potuto presentare ai loro membri un contratto collettivo di lavoro (CCL) che porta miglioramenti a tutto campo. Se tutti i partner contrattuali saranno d'accordo, questo insieme di regole entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2022 per quattro anni. Poiché il nuovo contratto collettivo di lavoro dovrà essere verificato dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) e dichiarato di obbligatorietà generale dal Consiglio federale, i partner contrattuali hanno chiesto a titolo precauzionale, di prorogare il contratto collettivo transitorio esistente per tutto il 2021.
I rappresentanti dei datori di lavoro dicono di sì
Causa la nota situazione sanitaria, l’ASFMS  ha ricevuto i voti dei delegati entro il 17 novembre. Il conteggio ha dato un risultato chiaro. I delegati hanno approvato a stragrande maggioranza il nuovo contratto collettivo di lavoro per le  falegnameria 2022-2025.
La proposta di un modello di pensionamento anticipato (MPA) per l'industria della falegnameria, anch'essa votata, è stata nettamente respinta.
Il chiaro sì al nuovo CCL è un forte segnale da parte dei datori di lavoro, un pilastro per un settore orientato al successo ad attento alle responsabilità sociali. L'approvazione di questo nuovo insieme di regole è un chiaro impegno per lo sviluppo del settore a vantaggio di tutti.
Cosa decideranno i sindacati?
I  sindacati Unia e Ocst  saranno chiamati a confermare in modo convincente l'approvazione del  CCL. "Una decisione negativa da parte dei sindacati colpirebbe duramente il settore in un momento difficile e causerebbe gravi danni", spiega Thomas Iten, presidente centrale di ASFMS. Se un sindacato vorrà mettere a repentaglio un settore che da anni collabora ed è ben funzionante, ne andrà di mezzo la formazione e il perfezionamento professionale; Thomas Iten: "Senza un contratto, all'intero settore mancheranno  milioni di franchi ogni anno, somme che investiamo nella formazione continua dei falegnami". Ciò che è anche chiaro, “una decisione negativa della base Unia o Ocst aprirebbe ancoro più le porte ad imprenditori stranieri, alla conquista di un mercato svizzero libero da regole e senza salari minimi”.

VOLANTINO




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